«Caro Gesù Risorto, io ti amo molto».«Caro Gesù tanti saluti carezze e baci dalla Tua cara Antonietta».Nennolina - così veniva chiamata affettuosamente Antonietta Meo - aveva sei anni quando scriveva le sue letterine piene di affetto e di tenerezza a Gesù, a Maria, alla Santissima Trinità.
| letterine - giovedì 12 aprile 2007Alcune letterine
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Nennolina, la forza autentica della fede
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Antonietta Meo, detta familiarmente “Nennolina”, viene alla luce a Roma il 15 dicembre 1930, in una famiglia di solidi principi morali e religiosi. È una bambina vivace ed allegra, con una gran voglia di giocare. Un giorno si fa male sbattendo il ginocchio su un sasso, nel giardino dell’asilo. Il dolore non passa, i medici diranno: “osteosarcoma”. Si dovrà amputare la gamba. Una lunga via crucis negli ospedali fino alla morte, fra atroci dolori, nel luglio 1937, a soli sei anni e mezzo. Nennolina ha lasciato un diario e più di cento letterine rivolte a Gesù, Maria e Dio Padre che rivelano una vita di unione mistica davvero straordinaria. Ora si attende che la Santa Sede - al termine del complesso iter introdotto alcuni anni fa presso il Vicariato di Roma - si pronunci favorevolmente sulla santità di questa giovanissima serva di Dio elevandola alla gloria degli altari. Nennolina diventerebbe in questo modo la più giovane santa, non martire, della storia della Chiesa..
Sulla scia dei due pastorelli di Fatima, probabilmente anche lei è destinata a diventare una santa bambina. Pur così piccola, infatti, ha vissuto un rapporto speciale con Gesù, offrendo a lui le terribili sofferenze di una grave malattia che l’ha portata velocemente alla morte.Attraverso i santi bambini Gesù manifesta al mondo l’amore speciale che ha per i più piccoli.
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"Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti ed agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te"» (Mt 11,25-26).
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Nelle letterine di Antonietta Meo si scoprono degli autentici tesori che permettono di asserire con sicurezza che non si trattava per Nennolina di belle parole o frasi che erano una pura ripetizione di qualche cosa di "pio" da lei sentito pronunciare da altri. Si tratta invece di una realtà di vita.
| lampada che arde - giovedì 12 aprile 2007
Io voglio essere la tua lampada che arde
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